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SposiaVarese - Per un matrimonio da sogno in provincia di Varese
 
 
   
 
   
 
   
 
 

Il corteo nuziale
 

Qualora non ci si rivolga ad un'agenzia specializzata nella gestione della cerimonia, conviene sempre nominare tra i parenti o gli amici stretti, un "supervisore", una sorta di regista, che, sia in chiesa che in comune, controlli l'andamento della cerimonia. Esiste infatti un aspetto rituale (per il quale torna utile il galateo) che va seguito onde evitare che la cerimonia si trasformi in un'occasione di caos.

Per l'ingresso in chiesa esistono tre diverse varianti.
- La prima prescrive che lo sposo entri offrendo il proprio braccio sinistro alla madre o una parente anziana ed attenda all'altare, insieme ai testimoni, la sposa che arriva accompagnata dal padre che le porge il suo braccio sinistro (il destro è riservato solo ai padri regnanti o ufficiali in divisa). .
- La seconda che lo sposo aspetti la sposa sulla porta della chiesa, le offra il bouquet e insieme, e da soli, si incamminino verso l'altare ove li attendono sacerdote e testimoni.
-La terza particolarmente usata nei matrimoni solenni e molto formali, prevede un corteo preceduto dalla sposa al braccio sinistro del padre, seguita dallo sposo, con la madre al braccio destro, seguiti dalla coppia formata dal padre di lui e dalla madre di lei, dai testimoni, dai vari parenti in ordine di grado ed infine dagli amici.

Gli eventuali paggetti precedono sempre la sposa, mentre le damigelle la seguono. I parenti e gli amici della sposa si siedono nei banchi dietro a lei (a sinistra); quelli dello sposo dietro di lui (a destra).
La prima fila è sempre riservata a genitori e fratelli, la seconda a nonni e zii, la terza agli ospiti più vicini alle famiglie degli sposi. Seguono gli altri parenti e gli amici.

La sposa ricordi anche che un leggero ritardo di qualche minuto dopo che lo sposo è già entrato in chiesa e gli invitati hanno preso posto contribuisce ad accrescere l'attesa e sostiene l'emozione del momento, ma superare i dieci minuti può portare, all'arrivo, ad un comune pensiero: "finalmente", distruggendo il clima assorto e adatto alla cerimonia.

Il rito viene normalmente officiato nell'ambito della messa con quattro momenti chiave.

  • Rinnovo delle promesse battesimali, in cui gli sposi rispondono al alcune domande del sacerdote, già poste nel battesio, alla comunione ed alla cresima.
  • Liturgia del matrimonio, nella quale il celebrante chiede il consenso degli sposi che poi, a turno, recitano la formula tradizionale:"Io prendo te come mia sposa..."
  • Benedizione degli anelli, in cui il sacerdote benedice le fedi che gli sposi si scambieranno con la formula:"Ricevi questo anello, come segno del mio amore..."
  • Benedizione degli sposi

All'uscita, il padre dello sposo accompagna la madre della sposa e viceversa. Una volta era tradizione che lo sposo, accompagnato dalla sposa, aprisse il corteo. Oggi, le diverse formalità burocratiche hanno modificato la tradizione, facendo aprire il corteo dai genitori degli sposi seguiti da parenti e amici. Terminate le formalità giungeranno i testimoni e poco dopo gli sposi, lei a destra e lui a sinistra, per essere sommersi da una pioggia di riso e felicità, da baci e abbracci, da commozione e sorrisi.

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