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Il matrimonio civile

 

E' generalmente costituito da una cerimonia molto rapida celebrata nella sala matrimoniale del comune dall'Ufficiale di Stato Civile, cinto dalla fascia tricolore che, alla presenza di due testimoni, dà lettura degli articoli del Codice Civile,pone la classica domanda di rito: "Vuoi tu...",e, dopo lo scambio degli anelli, dichiara i due presenti convenuti marito e moglie.
La cerimonia si conclude con la firma dei registri sia da parte degli sposi che dei testimoni.
Anche questa cerimonia, pur rapida, in una sala meno imponente di quanto possa essere una chiesa, con abiti talvolta meno sfarzosi, riesce sempre a destare grandi sentimenti di commozione tra i partecipanti
.

Il matrimonio può avvenire in uno dei due comuni in cui risiedono gli sposi; qualora si desiderasse sposarsi in un altro comune, occorrerà ottenere l'autorizzazione dell'Ufficiale di Stato Civile o del Sindaco.

Gli obblighi del matrimonio civile

Sono regolamentati dagli articoli 143, 144 e 147 del capo quarto, intitolato "Dei diritti e dei doveri che nascono dal matrimonio", del libro primo del Codice civile e di cui l'Ufficiale di Stato Civile durante la cerimonia civile, e lo stesso sacerdote alla fine della cerimonia religiosa, danno lettura.

Art. 143 - Diritti e doveri reciproci dei coniugi
Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione.
Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

Art. 143 bis - Cognome della moglie
La moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile fino a che passi a nuove nozze.

Art. 143 ter - Cittadinanza della moglie
La moglie conserva la cittadinanza italiana, salvo sua espressa rinunzia, anche se, per effetto del matrimonio o del mutamento di cittadinanza da parte del marito, assume cittadinanza straniera.

Art. 144 - Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia
I coniugi concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa. A ciascuno dei coniugi spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato.

Art. 147 - Doveri verso i figli
Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l'obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.

Tra i vari aspetti regolamentati dal diritto di famiglia, uno importantissimo riguarda il regime patrimoniale della nuova coppia. Qualora non diversamente specificato, il matrimonio comporta il regime di comunione dei beni e pertanto tutti beni acquistati dopo il matrimonio saranno di proprietà comune dei due sposi. Restano logicamente esclusi i beni acquistati precedentemente alla cerimonia o le eventuali donazioni ed eredità di cui uno dei due coniugi potrà essere beneficiario. Qualora si volesse invece mantenere il regime di separazione dei beni, la scelta dovrà essere comunicata durante il rito all'Ufficiale di stato civile. In ogni caso sarà sempre possibile passare da un regime all'altro mediante un atto notarile.
 

 

 

 
 
 
   
 
 
 
 

 

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